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Storie a distanza |
di Luciano Lombardi
In passato ero prevenuto sull'ipotesi di poter instaurare un rapporto a distanza: poi mi ci sono trovato in mezzo e mi sono dovuto ricredere. Però perché una storia possa restare in equilibrio, c'è bisogno della massima limpidezza e sincerità da entrambe le parti: le prime incertezze, i primi sospetti, le prime omissioni o piccole bugie sono una minaccia difficilmente arginabile perché tutto viene amplificato con la lontananza e la distanza. Sia le piccole parole, sia i silenzi...
Ciò che mi spaventava sempre all'inizio, era il peso di non poter abbracciare e vedere la persona amata per lunghi periodi, o cose simili. Ma col tempo ho capito che il problema è un altro: essere separati vuol dire perdere tutte le piccole occasioni quotidiane che ti regalano una conferma, una breve rassicurazione che il giorno dopo viene rafforzata, e il giorno dopo ancora, in modo ulteriore, e così via.
Vero è che la lontananza viene dimezzata o ridotta dai messaggi, dalle telefonate. Ma quando "frequenti" una persona solo al telefono, non sai mai con che espressione ti dice "ti amo", oppure "mi fai innervosire per questo" o "non mi sei piaciuto quando hai detto o fatto..." Una telefonata può finire male e le tracce restano (e si accumulano) anche nei giorni successivi, finché non subentra qualcosa di nuovo che ci fa ricominciare da capo.
Se nelle mie esperienze non ci fossero stati centinaia di chilometri di distanza, dopo una telefonata di queste, avrei preso la macchina, e in pochi minuti sarei stato da lei, e mano nella mano tutto si sarebbe chiarito. Invece la conversazione finisce quando mettiamo giù la cornetta e quello status ci rimane impresso nella memoria, quasi come definitivo.
La distanza crea
equivoci che non sussisterebbero se le stesse cose fossero dette guardandosi
negli occhi.
"Oggi non mi ha chiamato": allora vuol dire che non mi pensa o non ha tempo
per me. "Ieri mi ha risposto male": allora non mi ama più come all'inizio...
La lontananza ci disegna un quadro filtrato dal nostro punto di vista. A volte basta guardarsi negli occhi, senza proferire parola, per capire se chi abbiamo di fronte si è stancato di noi o meno.
Allora: non dobbiamo più credere nelle storie a distanza tra due persone? Se entrambe sono legate da un affetto profondo, un cammino insieme si può costruire. Ovvio che, il sacrificio, prima o poi, deve essere premiato con un ricongiungimento: amarsi vuol dire anche condividere momenti insieme. Altrimenti si vive solo di fantasia.