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Verona |
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Piazza Bra al Duomo
Da San Giorgio in Braida al palazzo Giusti del Giardino Da piazza delle Erbe al Museo degli Affreschi Da piazza Bra a San Zeno Maggiore |
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Invito alla città
Abitanti: 254712 Altitudine: 59 m.
Essere riuscita
a far convivere i ritmi di vita rilassati e calmi tipici della provincia italiana
con unintraprendenza industriale e commerciale di notevole portata e straordinario
dinamismo è uno dei miracoli di Verona. Sulle sponde dellAdige, là dove
il fiume smette di scorrere fra le montagne e indugia lento prima di affrontare
la Pianura Padana, alle soglie del terzo millennio è un rito imprescindibile
la passeggiata lungo il Listòn in piazza Bra, dove ci si dà appuntamento per
un aperitivo e per chiacchierare tra amici. Rigorosamente in dialetto. Basta
però superare i bastioni ottocenteschi e si è immersi in una realtà fatta di
fiere internazionali di settore, di società di import-export, di grandi industrie,
che permettono alla città di comparire regolarmente ai primi posti nella classifica
italiana degli abitati più ricchi e con meno disoccupazione. Verona è da sempre
così, da quando le prime popolazioni reto-euganee si insediarono ai piedi di
castel San Pietro, vicino al Teatro Romano. Un luogo di contatto e di commercio,
che solo durante l800 conobbe un periodo di stasi e che oggi è laccesso
privilegiato al mercato italiano per tutte le aziende tedesche. Il fatto di
trovarsi presso un crocevia è stata la sua fortuna a livello economico, poiché
la città funge da sempre da mediatore fra i mondi veneto, lombardo e tirolese.
La stessa cosa si può affermare per quanto riguarda larte e più in generale
la cultura, poiché splendidi capolavori medievali e rinascimentali punteggiano
quasi ogni angolo dellintatto centro storico. Passato e presente, quindi,
si fondono armoniosamente a Verona. La città dei bellicosi Della Scala e del
poeta classico Catullo. La città di Castelvecchio e delle piazze salotto. La
città del mito shakespeariano per eccellenza (quello di Romeo e Giulietta) e
di una stagione lirica che ha nella straordinaria Arena un palcoscenico davvero
unico.
A spasso...
Da Piazza Bra al Duomo
Si respira un'aria d'altri tempi mentre si scopre il cuore antico di Verona.
Non solo perché proprio in questa parte di città si concentrano alcuni dei suoi
monumenti simbolo, ma anche perché il tessuto urbano in cui si aprono le scenografie
di piazza Bra e delle 'gemelle' piazze delle Erbe e dei Signori è ancora quello
romano. Vecchio di 2000 anni.
Da
San Giorgio in Braida al palazzo Giusti del Giardino
Gli scherzi della politica non finiscono mai di sorprendere. Nel 1801, al tempo
delle campagne di Napoleone in Italia, Verona si trovò con un confine statale
'in casa'. Correva lungo l'Adige, che divideva la parte di città in mano ai
francesi (il centro storico) da quella appartenente agli austriaci. Quella sponda
sinistra che corrispondeva al primo nucleo dell'abitato e che venne allora rinominata
Veronetta.
Da
piazza delle Erbe al Museo degli Affreschi
Si sa che è solo frutto della fantasia compositiva di Shakespeare la storia
d'amore fra Giulietta e Romeo, sebbene le famiglie dei due eroi (i Montecchi
e i Capuleti) si siano a lungo combattute. Ma non si può negare che, in questa
parte di Verona, il ricordo di quella favola inventata nel '500 accompagni ovunque.
Non solo nella casa di Giulietta e nella tomba dove la fanciulla dormirebbe
il sonno eterno.
Da piazza Bra a San Zeno Maggiore
Dal caposaldo del potere laico dei della Scala al centro da cui la religione
cristiana mosse alla conquista di Verona. Questo sono da un lato Castelvecchio,
mirabile residenza/fortezza trecentesca, e dall'altro il polo di San Zeno, straordinaria
fusione di architettura e arte. Entrambi risalenti a quel periodo medievale
che vide la città splendida, ricca e potente.
Da Piazza Bra al Duomo
I 'salotti buoni' di Verona
È dalla seconda metà del 700 che il cuore della vita sociale di Verona si è installato in Piazza Bra. Ancora oggi, quando vi si entra, lo sguardo va immediatamente allArena, il monumento simbolo della città che dal 1913, con la prima edizione dellEstate veronese che vide la messa in scena di unAida passata alla storia, è tornata ai fasti del passato romano; gli appassionati di lirica dei giorni nostri hanno preso il posto dei 25.000 spettatori che in epoca romana (il Colosseo veronese venne infatti innalzato nel I secolo) vi accorrevano anche per assistere ai combattimenti navali. Un altro dei salotti della città si apre al termine di via Mazzini. È la piazza delle Erbe, teatro oggi come ieri di un caratteristico mercato. La quinta di edifici che la chiude a destra funge da spartiacque con la vicina piazza dei Signori, terzo teatro veronese dalla straordinaria armonia e fulcro del potere amministrativo, che pure si stende su parte del foro romano. Affaccia su entrambe le piazze il palazzo del Comune o della Ragione, eretto a fine XII secolo. A Cansignorio Della Scala si deve la costruzione del palazzo del Capitanio o dei Tribunali (1363), mentre per il consiglio della città sorse nel 1485-92 la loggia del Consiglio, aperta in basso da una loggia che è fra le massime espressioni del Rinascimento locale. A ribadire il ruolo dei Della Scala a Verona stanno le Arche scaligere, lo straordinario cimitero della famiglia circondato da un recinto; nelle sontuose sepolture riposano, fra gli altri, Cangrande I, Mastino II e Cansignorio, immortalati in altrettante statue. Corso S. Anastasia, che corre alle spalle della loggia del Consiglio, ha come fondale la facciata incompiuta della chiesa di SantAnastasia, innalzata nel 1290-1481; se splendido è il portale gemino a marmi policromi, nellinterno colpisce soprattutto la parte absidale, dove la 2ª cappella a destra accoglie sullarco trionfale un capolavoro ad affresco di Pisanello. Ben più antiche sono le origini del Duomo, cui dirige la via omonima; il primo luogo di culto qui documentato risale infatti al IV secolo, anche se il protiro che si riconosce al termine della via è romanico. Al pari della bellissima abside.
Da vedere:
Piazza
Brà
Arena
Palazzo del Comune
Palazzo del Capitanio o dei Tribunali
Loggia del Consiglio
Arche scaligere
Sant'Anastasia
Duomo
Da
San Giorgio in Braida al palazzo Giusti del Giardino
Là dove mosse i primi passi la città
Già dal Duomo non è difficile individuare, sulla sponda opposta del fiume, la chiesa di San Giorgio in Braida, grazie alla cupola di Michele Sanmicheli che troneggia su un luogo di culto fondato dai Benedettini addirittura nel 1046; tante le opere allinterno, ma un posto di primo piano lo ricopre, nellaltare maggiore, il Martirio di S. Giorgio del Veronese. Ancora più antica (V-VI secolo) è la vicina chiesa di Santo Stefano: lo ricordano, nellequilibrato interno, gli elementi paleocristiani e altomedievali inglobati nella zona absidale, che però risale al XII secolo; abside e deambulatorio contraddistinguono anche la sottostante cripta (X secolo). È ancora il lungoAdige a condurre a unaltra testimonianza del passato di Verona: il Teatro Romano, aperto tra il I secolo a.C. e il I d.C. appoggiando la cavea alla retrostante collina. Salire sulle soprastanti terrazze significa godere di uno dei panorami per eccellenza sul centro antico, mentre addentrarsi nel Museo Archeologico permette di osservare alcuni dei reperti classici scoperti in città e nel territorio provinciale. Bisogna abbandonare lAdige per via Redentore e poi piegare a sinistra per raggiungere la chiesa di San Giovanni in Valle, un po appartata ma riconoscibile dal campanile; pure questo luogo di culto rimanda alle origini del cristianesimo: non solo in quanto venne fondato nellVIII-IX secolo, ma anche perché risalgono addirittura al IV i due sarcofagi paleocristiani nella cripta. Coeva alla precedente è la chiesa di Santa Maria in Organo, cui si arriva dopo aver incrociato a destra la via omonima e quasi di nuovo in vista dellAdige. Al pari di San Giorgio in Braida appartenne ai Benedettini e come quella vide allopera Michele Sanmicheli; sua infatti è la copertura in marmo della facciata, che ricorda nelle tre arcate il Tempio Malatestiano di Rimini, mentre raffinata opera dintarsio cinquecentesco è il coro. Nacque come residenza suburbana tardocinquecentesca il palazzo Giusti del Giardino, contraddistinto dalla pianta a U e dal retrostante giardino, impostato allitaliana.
Da vedere:
San
Giorgio in Braida
Santo Stefano
Teatro Romano
Museo Archeologico
San Giovanni in Valle
Santa Maria in Organo
Palazzo Giusti del Giardino
Da
piazza delle Erbe al Museo degli Affreschi
I luoghi del mito di Romeo e Giulietta
Potrebbe mai il mito di Giulietta essere intaccato dalla rivelazione che il balcone dei sospiri rivolti allamato Romeo è in realtà un falso? Ben difficilmente, visto che nella casa di Giulietta, quasi allinizio di via Cappello, lo sguardo va direttamente a quello sporto ad archi sovrapposti aggiunto nel 1935; complice anche la presenza sullo stesso di una statua che ricorda leroina shakespeariana. Poi, si nota anche il resto della dimora, costruita nel XIII secolo secondo lo stile gotico allora in voga riutilizzando un isolato del reticolo viario romano. La stessa via Snella, che si segue a sinistra, recupera un tracciato di epoca classica. È lei a condurre alla chiesa di Santa Maria Della Scala, una delle poche di Verona a essere state fondate direttamente dai Della Scala. Ecco perché risale soltanto al 1324 e perché del XV secolo sono alcune delle opere darte che ne ornano linterno, come gli affreschi di Giovanni Badile nellabsidiola destra. Si cammina ancora lungo tracciati romani quando si seguono la strada a destra della facciata della chiesa e quindi, a sinistra, via Leoncino. Al fondo di questa, di nuovo a destra, ecco apparire la porta dei Leoni, un arco stretto fra semicolonne corinzie e con alcune finestre che venne aperto nel I secolo a.C. lungo la cerchia difensiva di epoca romana. La prima struttura muraria delle tre succedutesi nei secoli; di quella commissionata dai Della Scala era parte lo stesso Castelvecchio, mentre al passato ottocentesco di roccaforte degli Asburgo rimanda il massiccio sistema di fortificazioni scandito da bastioni che ancora oggi segna la divisione fra il centro storico e le espansioni moderne. Linee romaniche e gotiche si sposano nella parte absidale della vicina chiesa di San Fermo Maggiore, sorta nel 1065. Per la verità i luoghi di culto sono due: la chiesa superiore, a una navata e cinque absidi, che porta evidenti i segni del rifacimento in stile gotico operato nel 1320; e quella inferiore, su tre navate, più fedele alle linee romaniche. E, a concludere la visita, il luogo della cosiddetta tomba di Giulietta. Si trova allinterno del Museo degli Affreschi, cui si arriva seguendo il rettifilo composto dalle vie Filippini, Macello e Lungadige Capuleti, ed è un sepolcro in marmo rosso risalente al XIV secolo.
Da vedere:
Casa
di Giulietta
Santa Maria della Scala
Porta dei Leoni
San Fermo Maggiore
Museo degli Affreschi
Da
piazza Bra a San Zeno Maggiore
La Verona medievale di Castelvecchio e di San Zeno
A segnare lentrata nel cuore antico di Verona della romana via Postumia e, al tempo stesso, linizio del decumano massimo venne innalzata nel I secolo la porta dei Borsari, di cui solo la facciata esterna dà unidea, oggi, delloriginaria sontuosità. Dellimportante strada consolare corso Cavour è pure erede, sebbene il suo aspetto risenta di interventi medievali e rinascimentali. Anche lungo questo tracciato fu allopera Michele Sanmicheli; tra laltro nel palazzo Bevilacqua, poco oltre il quale bisogna proprio cercare la chiesa di San Lorenzo, appartata come è dietro unarcata ogivale, che risale allVIII secolo ma si presenta in forme romaniche. Impressionò persino Palladio il successivo arco dei Gavi, altro ricordo del periodo romano, che un po insolitamente era dedicato a privati cittadini. Poi, ecco Castelvecchio, voluto nel 1354 da Cangrande II Della Scala in un luogo che già i romani avevano considerato strategico fondandovi un castrum. Una fortezza/residenza, articolata su un grande cortile che fungeva da piazza darmi e su un palazzo vero e proprio, ben più saldamente difeso tramite una cerchia di doppie mura. Le esercitazioni militari e la raffinata vita di corte hanno lasciato il posto ai capolavori darte del Museo di Castelvecchio: tele e sculture (notevole quella di Cangrande I Della Scala) dei massimi artisti italiani e stranieri fanno compagnia ad armi, oreficerie e miniature. Parte integrante del castello è il Ponte scaligero, gettato sullAdige nel 1375-76. Unaltra invenzione del Sanmicheli si nasconde nella quattrocentesca chiesa di San Bernardino: è la rinascimentale cappella Pellegrini. Via Rosmini, che costeggia il fianco destro della chiesa, introduce un altro dei poli religiosi per eccellenza di Verona. Quello composto dalla chiesa di San Procolo, le cui origini paleocristiane sono ben visibili nella cripta, e dalla chiesa di San Zeno Maggiore, capolavoro romanico famoso per le formelle in bronzo della porta centrale e per il trittico di Mantegna, opera fondamentale del Rinascimento.
Da vedere:
Porta
dei Borsari
Corso Cavour
Palazzo Bevilacqua
San Lorenzo
Arco dei Gavi
Castelvecchio
Museo di Castelvecchio
Ponte scaligero
San Bernardino
San Procolo
San Zeno Maggiore
(In collaborazione con Discoveritalia)