Perugia

Itinerari
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Da piazza IV Novembre a San Bernardino
Da piazza IV Novembre a San Pietro
Da piazza IV Novembre a porta Sant’Angelo

 

Invito alla città
Abitanti: 154566 Altitudine: 493 m.

Nel cuore dell’Italia, quasi al centro dell’unica regione della penisola che non ha accessi al mare, si parla perugino, ma anche inglese, francese, tedesco o una delle mille altre lingue del pianeta. È perché abitanti del capoluogo regionale dell’Umbria sono anche gli studenti dell’Università per Stranieri, potente veicolo per far conoscere in tutto il mondo una città che è stata protagonista nella storia dell’arte italiana fra gotico e rinascimento. Nelle terre di San Francesco, dove in nome della pace e della fratellanza fra i popoli ogni anno si cammina da Perugia ad Assisi per dire no alle guerre, le piazze e le vie del centro storico, esempio tra i più alti della maestria italiana nel modellare la pietra e creare ambienti inimmaginabili, risuonano delle note del Festival Umbria Jazz, ulteriore iniezione di internazionalità in una città che nel passato è stata un crocevia di scambi e di cultura. Perugia patria di una delle specialità dolciarie più conosciute all’estero (i famosi Baci Perugina, a base di cioccolato e nocciole), direbbero gli esperti di gastronomia. A loro risponderebbero prontamente gli appassionati del ’200 e del ’300: Perugia perfetto esempio di scenografie medievali, che si cercano già da lontano mentre a lei ci si avvicina. E non si dica in proposito che la ‘concorrenza’ è spietata quanto a centri storici dove tutto parla ancora del passato dei Comuni e delle Signorie. Perché ogni città dell’Italia centrale è un caso a sé. E Perugia rispetta questa regola. Vanta un cuore antico più di 2000 anni del quale si possono vedere ‘all’aria aperta’ numerose testimonianze; un ritmo di vita che lascia fuori delle mura la frenesia e la convulsione dell’era della globalizzazione, per immergersi nei riti tipici della provincia ricca che hanno come fondale i palazzi del potere; un connubio fra aree abitate e campagna che la forte urbanizzazione successiva alla seconda guerra mondiale ha intaccato in profondità ma non completamente annullato. Tanto che il profilo della città antica è ancora inconfondibilmente scandito dai campanili delle chiese. Per lo più medievali.

A spasso...
Da piazza IV Novembre a San Bernardino
Impossibile non restare conquistati dall’eleganza del cuore medievale di Perugia. Talmente perfetto nell’equilibrio dei vari ‘ingredienti’ - chiese, fontane, edifici sede del potere e strade - che si è come risucchiati indietro nel tempo. Passando dalle soglie del terzo millennio all’epoca in cui i Pisano crearono uno dei loro maggiori capolavori scultorei (la Fontana Maggiore) e San Bernardino fustigava le cattive abitudini dei perugini.

Da piazza IV Novembre a San Pietro
Sia che si arrivasse dalla Città Eterna sia che ci si dirigesse verso la sede dell’autorità pontificia, erano splendidi i monumenti che accompagnavano nel cammino viandanti e mercanti. Si trattava di architetture solenni simbolo del potere laico, come il palazzo del Capitano del Popolo sede di una delle più alte magistrature di Perugia, ma anche di complessi religiosi segno della presenza influente della Chiesa, come San Domenico e San Pietro.

Da piazza IV Novembre a porta Sant’Angelo
Una rapida occhiata al Pozzo etrusco, e poi giù di filato all’Arco etrusco. Per i turisti un po’ frettolosi i quartieri settentrionali di Perugia si limitano a questo. Perché ignorano che in San Severo è l’unica traccia documentata del passaggio in città di Raffaello; e che la chiesa di Sant’Angelo segna l’arrivo del cristianesimo fra queste plaghe dell’Umbria.


(In collaborazione con Discoveritalia)