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Catania |
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piazza del Duomo alla casa di Giovanni Verga Da piazza del Duomo a San Nicolò Da piazza del Duomo a villa Bellini |
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Invito
alla città
Abitanti: 342275 Altitudine: 7 m.
Di Catania, oggi,
si parla molto, e non sempre in maniera positiva. Della città, che ha un legame
assai stretto con il vicino Etna, si conoscono soprattutto i problemi di natura
socio-economica, ma molto meno i suoi tesori barocchi, che ne fanno una delle
capitali di questo stile in Sicilia. Dellabitato, le cui origini risalgono
al 727 a.C. e a coloni calcidesi, restano impressi negli occhi le costruzioni
caotiche e confuse della periferia più che il profilo del vulcano alle loro
spalle: meraviglioso quando in inverno dalla bocca del cratere ammantata di
neve i lapilli vengono scagliati verso il cielo inesorabilmente azzurro. È facile,
di Catania, dire che è una città difficile. Un po meno credere che lappellativo
di cui va giustamente orgogliosa ("Milano del Sud") esprima una realtà
di fatto. Infatti, mentre Palermo è da tempo immemorabile la capitale politico-amministrativa
e la ben più vicina Messina il luogo per eccellenza dei commerci e della cultura,
Catania, dove la borghesia è sempre stata più numerosa che in altre realtà urbane
dellisola, è forse il più importante polo economico della Sicilia. Se
si va a Palermo per ragioni amministrative o burocratiche, si viene qui per
stringere accordi e fare affari. Al cospetto del Castello Ursino che le lave
delleruzione del 1669 abbracciarono senza distruggerlo, finendo poi per
spegnersi in mare; e tra le scenografie barocche di uninfilata di costruzioni
laiche e religiose che cambiarono il volto della città dopo il terremoto del
1693. Lanonima e sconfinata periferia, che ha raggiunto le pendici dellEtna
saldando al capoluogo numerosi abitati e si è spinta verso sud nella piana del
Simeto togliendo spazio a splendidi agrumeti, è solo il più nuovo dei volti
di Catania. Il più inquietante, certo, ma non lunico, e certo non quello
davanti al quale sostare. Perché oggi le architetture barocche sono ritornate
a splendere come nel 700, accanto agli edifici svevi e normanni e ai resti
archeologici che rimandano allarrivo dei primi greci in Sicilia.
Da piazza del Duomo
alla casa di Giovanni Verga
Cambiò faccia dalloggi al domani Catania, dopo leruzione
del 1669 e il terremoto del 1693. I due cataclismi obbligarono infatti a ricostruire
quasi completamente persino il centro geografico della città, là dove si erano
insediati i Greci e i Normanni avevano eretto la prima Cattedrale. Si ricorse
a precauzioni urbanistiche e a stili più moderni; al barocco più di preciso,
per il quale Catania è famosa e del quale si ha qui un primo assaggio.
Da piazza del Duomo a San Nicolò
Regole ben precise presiedettero alla ricostruzione di Catania dopo
il 1693. E le strade che si percorrono lo dimostrano. A cominciare dallampia
via Vittorio Emanuele per continuare con via Crociferi, dove se non fosse per
i resti romani e il museo legato a Bellini tutto parlerebbe dello stile per
eccellenza della città: il barocco del 700.
Da piazza del Duomo a villa
Bellini
Lultimo dei grandi rettifili catanesi è diventato la via dello
shopping di classe. E non poteva che essere così, visto che qui i ricchi borghesi
vollero le proprie residenze nell800. Ma questa è anche una delle zone
dove la presenza di SantAgata è più immanente, come ricordano i molti
luoghi di culto legati alla patrona di Catania. Uno di questi è la chiesa di
SantAgata al Carcere, sorta sul luogo in cui la martire sarebbe stata
sacrificata, da dove è iniziata la storia della protettrice della città.
(In collaborazione con Discoveritalia)